Ad infrangere record, uno dopo l’altro, Gabriele Gori è abituato. Al pensiero di essere inserito nell’esclusivo club dei (tre) nominati al premio di miglior giocatore del mondo di beach soccer (per il 2016), decisamente meno. Il 5 novembre, alla “Beach Soccer Star Night”, nell’ammaliante Dubai, il campione del Viareggio e della Nazionale scoprirà se quel riconoscimento se lo sarà aggiudicato lui, oppure uno tra il portoghese Madjer o lo svizzero Dejan Stankovic, fuoriclasse assoluti. “Il 33%  di possibilità ce l’ho, spero di vincere il premio ma sono già felice ed orgoglioso di essere tra i selezionati”, confessa Gori, che negli Emirati sarà accompagnato dalla fidanzata Ilaria e dal dirigente Ferdinando Arcopinto. Un altro primato, l’ennesimo, l’ha già stabilito: nessun italiano era mai entrato nella “top three”.
“Tin-Tin”, questo il soprannome che lo ha reso celebre, ha scoperto di essere stato scelto in un modo molto particolare: “Avevo da poco terminato la partita di coppa con il Castelnuovo Garfagnana (squadra di calcio a 11 che partecipa al campionato di Promozione Toscana) e scorrendo su Facebook ho notato una foto in cui ero ritratto a fianco di Madjer e Stankovic. Poi sono arrivate la comunicazione della Figc e l’invito della BSWW: sono rimasto senza parole. Nel giro di pochi minuti ho ricevuto decine di messaggi di amici e compagni di squadra”, racconta non nascondendo un legittimo orgoglio.
“Non è stato un anno, ma l’anno. Il migliore in assoluto”. L’essenza del 2016 di Gabriele Gori sta tutta in questa frase. Col Viareggio ha alzato al cielo Euro Winners Cup, Coppa Italia e scudetto. E, dulcis in fundo, con la Nazionale ha ottenuto il pass per i Mondiali 2017, alle Bahamas. Poi, ci sono i titoli personali: capocannoniere di Euro Winners Cup e Coppa Italia con il club bianconero allenato da Stefano Santini, di Euro Cup e qualificazioni Mondiali con gli azzurri del ct Massimo Agostini.
“Quando mi sono reso realmente conto della nomination ho realizzato che il beach soccer mi ha dato quelle soddisfazioni che invece col calcio non sono riuscito a togliermi. Ho visto ripagati i tanti sforzi compiuti in questi anni”, confida “Tin-Tin” che proprio a Jesolo, contro il Portogallo, ha raggiunto la centesima presenza con la Nazionale. “Vogliamo provare a vincere i Mondiali. Sarà durissima, le ultime edizioni lo hanno dimostrato. La ferita del 2015 però brucia ancora”. Si riferisce all’eliminazione in semifinale ai rigori contro Tahiti, a Espinho. “Siamo cresciuti tanto, possiamo competere con le Nazionali più forti”, sottolinea un Gori che a 29 anni non è affatto sazio.
A proposito, qualcuno si sarà chiesto quale regime alimentare una star del beach soccer deve seguire per mantenersi al top della forma. E delle prestazioni. “Sotto questo aspetto io sono attentissimo – spiega -: frutta e verdura in quantità, alterno pesce e carne, evito i dolci e faccio rifornimento di carboidrati alla vigilia e prima di una partita. Ma una volta a settimana una pizza me la concedo”, afferma sorridendo, sicuro che “un’alimentazione sana ed equilibrata faccia star meglio”.
Una vita regolare, quella di Gori. Professione geometra. “Al mattino lavoro, durante la pausa pranzo vado in palestra, il pomeriggio di nuovo in ufficio e alla sera allenamenti”. Abitudinario e metodico,  in qualsiasi settore. Sulla spiaggia con quel sinistro ci ha abituato a prodezze da lasciare a bocca aperta: movimento sull’esterno e rovesciata. Eccola, la giocata che ha reso inconfondibile (e incontenibile) Gori.
Che cerca di non stravolgere le proprie usanze pre-gara, “specie se il giorno prima è arrivato un risultato positivo. Nel tragitto che conduce dall’hotel al campo mi piace isolarmi ascoltando la musica con le cuffie”. Ogni goleador che si rispetti ha i suoi rituali da rispettare fedelmente.